Chi Siamo

“Un essere umano è parte di un intero chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione attraverso
un allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione sino ad includere tutte le creature viventi e l’interezza della natura nella sua bellezza.”

– Albert Einstein

Amanti del miracolo di madre natura, fortemente motivati e stimolati dalla passione per la cinofilia, le unità cinofile si articolano tra cultura e quotidiano, tra soccorso e tecnica, sport e divertimento.

Il gruppo cinofilo ha ragion di essere per la collaborazione messa in atto nella reciprocità quotidiana, aiutandosi nei vari contesti: sostegno-aiuto, mutuo soccorso, gestione dei cani in assenza forzata del conduttore, necessità improvvise, ed altre urgenze.

Ogni membro si prodiga per il buon funzionamento dell’associazione, con sforzo, sacrificio e dedizione, impegno, gestione, proposizioni nuove e loro realizzazioni.

Ogni unità proviene da realtà sociali diverse e varie fasce di età , bambini, ragazzi, adulti, anziani, portatori di handicap, disagi sociali ed altro, mischiandosi ed amalgamandosi, ciò evita l’isolamento dovuto al proprio status.

Il gruppo si adatta di volta in volta ai membri in difficoltà per collaborare alla
risoluzione individuale del problema: l’accoglienza, questa è la motivazione principale per cui è nata l’associazione. Motto del gruppo è: “attuare la cinofilia con argomenti classici non ci ferma nel promuoverne di nuovi”.

Nell’associazione si attivano le unità cinofile in modo tale che conduttori ed cani operino in modo paritario: particolare attenzione verso alcune unità, non è focalizzata sulla figura del conduttore, ma sul carattere e doti di alcuni cani che addestrati in modo specifico, interagiscono non solo a comando ma d’iniziativa su persone (come pet therapy e assistenza portatori handicap) o su altri cani (come recuperi comportamentali) o addirittura soccorso (come protezione civile).

In principio Dio creò l’uomo, poi vedendolo così debole gli donò il cane.”                      

–   Alphonse Toussenel  

Formazione professionale dei responsabili tecnici

L’associazione cinofila prende vita per volontà di persone cresciute culturalmente in diversi ambienti quali ENCI, CSAA WORK, SAS, CAPB, LABRADOR CLUB, Protezione Civile, CSEN cinofilia di soccorso.  

Ciò comporta che il loro bagaglio di esperienza tecnica e professionale si sia sviluppato a 360°,  venendo messo a disposizione di tutti gli appartenenti del gruppo.

Ciò si è rivelato di essenziale importanza poiché le problematiche cinofile convivono parallelamente e con pari passo le problematiche quotidiane umane: dagli ambienti familiari a quelli lavorativi, da quelli professionali a quelli altamente specifici.

Dal paragone delle diverse scuole frequentate e linee di pensiero e strategie addestrative adottate, vengono fuori programmi semplici o complessi, lineari o molto articolati a seconda di una esigenza specifica.

Il confronto delle diversificate scuole di crescita porta inevitabilmente ad uno stadio di evoluzione professionale e dinamica sempre in miglioramento.

I responsabili, cresciuti in realtà sociali diverse, si sono incontrati  accomunandosi nella passione per la cinofilia tecnica e la cultura. Si sono confrontati in seno a diverse associazioni ed enti cinofili di disparati livelli ed impegni, dallo sportivo al quotidiano, al sociale, al tecnico. Prioritario è l’intento di avvicinamento e coinvolgimento del pubblico, non solo come unità cinofile, ma anche senza possedere un cane, per portare passione, cultura, entusiasmo, rispetto per ogni forma di vita, conoscenza del diverso. Collaborando con associazioni animaliste, strutture sanitarie veterinarie, guardie zoofile, prioritario è anche la sensibilizzazione all’inserimento di animali che hanno patito  abbandoni  o maltrattamenti, in una nuova famiglia accogliente, aiutandola ad affrontare anche un’esperienza di recupero comportamentale, da trauma fisico o psichico del cane accolto. Di fondamentale importanza è anche l’impegno delle unità cinofile nella protezione civile.   

“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. ”                           

-Mahatma  Gandhi

Significato di Unità Cinofila

L’unità cinofila è composta da due elementi: un cane con un conduttore. Con la cinofilia, i due imparano a giocare, a interagire in modo corretto, a dialogare  tra loro, in modo tecnico e non. Si scelgono a vicenda quando si incontrano per la prima volta, scattando una scintilla potente di affiatamento. E’ un capirsi atavico, quasi magico, fatto anche di silenzi, sguardi intensi, intese istintive profonde, una danza antica fatta di dialogo posturale e paraverbale, un residuo primordiale di quando ci si incontrò la prima volta durante l’età della pietra, quando ancora l’homo sapiens non aveva elaborato il linguaggio. Il profondo affetto incondizionato, la dedizione, donati dal cane al suo conduttore, ricambiato da un affetto umano profondo, creano una atmosfera di complicità impareggiabile, che nel tempo non ha mai avuto eguali, costruendo così una storia meravigliosa e speciale, tra due specie diverse.

“Gli animali non sono nostri fratelli, e non sono esseri inferiori; sono nazioni separate, catturate insieme a noi nella rete della vita e del tempo.”

– Henry Beston

Etimologia della parola e derivazione:

Dal latino  unĭtas -atis, derivazione di unus ‘uno’ sec. XIV. Contrapposto a pluralità, il termine ha significato affine a unicità, spec. nell’espressione unità di tempo, di luogo e d’azione, in cui è definita la regola della tragedia secondo la dottrina classica (detta anche regola delle tre unità). formato da cino- (dal greco κύων  cioè “cane“) e -filo ( dal greco -ϕιλος  ossia “caro a”); significa quindi “amante dei cani”.

Tecnicamente l’unità cinofila è un binomio composto da elementi di specie biologiche diverse: un cane e un umano (conduttore). Impropriamente viene impiegato per indicare solo i binomi appartenenti ai servizi di Polizia  o di Forze Armate. Il termine unità cinofila viene erroneamente utilizzato per indicare un reparto che incorpora i cani da servizio. In questo caso è più corretto usare il termine unità cinotecnica, in quanto il cane  non viene visto solo come oggetto d’affezione (da cui il termine cinofilo, amante dei cani) ma contemporaneamente è naturale ausilio ed espansione delle capacità e facoltà umane e non erroneamente inteso come strumento di lavoro (strumenti di lavoro sono sega , martello, trapano, oggetti inanimati; ausilio invece, poiché sono senzienti, con capacità di iniziativa anche intellettiva, con esigenze fisiologiche e biologiche)    

In un linguaggio antico ormai superato dalle nuove conoscenze, viene usato il termine loppide, derivato dal latino lupus domus, lupo di casa, lupo domestico; è un termine con il quale generalmente si indicavano tutti gli esemplari appartenenti alla sottospecie canis lupus familiaris e che sottolinea la discendenza dal lupo (canis lupus), è una voce arcaica ed erudita appartenente ad un linguaggio dotto di foro, oggi entrata quasi del tutto in disuso.

Una storia molto antica

Si credeva che il cane accompagnasse l’uomo nelle sue attività da quasi 15.000 anni. Invece ritrovamenti fossili di circa 35.000 anni fa, già testimoniano con delle sepolture di uomo accompagnato da un cane, un più antico rapporto. Incisioni rupestri sparse per il mondo, con immagini di caccia o di pastorizia con ausilio di cani, retrodatano ancora di più questa tappa. Confermate con i moderni studi sul DNA mitocondriale si aggiornano le date dell’incontro tra uomo e lupo che lentamente si trasformò in socievole e successivamente diventato domestico cane, tra i 100.000 e i 120.000 anni fa. Studi approfonditi di scienziati, hanno calcolato  con lo strumento dell’orologio biologico,  che le mutazioni, non potendo mai tornare indietro, hanno avuto bisogno di tutto quel tempo per attuare i cambiamenti nelle mutazioni delle specie.

Quando l’ Uomo si svegliò, disse: “Cosa sta facendo qui Cane Selvatico?”. E la Donna rispose: “Il suo  nome non è più Cane Selvatico, ma Primo Amico, perché sarà nostro amico per sempre e sempre e Sempre”.

-Rudyard Kipling

Dalla fine dell’800, si è affermato un uso sempre più diffuso dei cani supportanti il lavoro umano nei servizi pubblici, in particolare in attività di sicurezza, difesa e soccorso. In Italia, precursore dell’impiego di cani in servizio pubblico è stato l’Esercito, con esperimenti in tal senso avviati a partire dal 1893, con finalità di integrazione ai servizi di guardia di installazioni sensibili. L’apice dell’impiego ha coinciso con la prima guerra mondiale, con il cane impiegato come animale da soma e traino per garantire il rifornimento delle postazioni più impervie.

Storia dei Nostri cani

La fedeltà di un cane è un bene prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con un essere umano.

-Konrad Lorenz   

Ogni uno di loro ha un suo bagaglio di storia ed esperienza personale. Alcuni provengono dalla provata vita randagia, o da maltrattamenti di padroni incapaci di provare empatia per loro, altri da adozioni sfortunate. Taluni hanno esperienza di attività sportiva di successo altri sono stati scartati dai loro conduttori senza pazienza,  perché non raggiungevano risultati superiori. Altri sono stati considerati troppo vecchi per continuare a lavorare e scartati come vecchie scarpe.  Molti più fortunati hanno esperienza di semplice vita familiare. Alcuni sono impiegati in pet therapy  e con profusa pazienza interagiscono con anziani, bambini o disabili. Altri, con entusiasmo generoso aiutano i volontari della protezione civile per la ricerca delle persone scomparse, o rimaste sotto le macerie del terremoto, o nel soccorso.

Cosa accomuna tutti loro?  La luce intensa che hanno negli occhi narra, col silenzio, gioie e sofferenze passate, ma anche il presente entusiasticamente migliore. Con una espressività profonda incrociano lo sguardo dei loro attuali padroni scrutandogli l’anima e scavando una nicchia nei loro cuori.

“Fissa lo sguardo del tuo cane e tenta ancora di affermare che la bestia non ha un’anima. I cani amano gli amici e mordono i nemici, a differenza degli esseri umani che sono incapaci di amore puro e confondono l’amore con l’odio nelle loro relazioni. Il cane è la virtù che non potendo farsi uomo, s’è fatta bestia.”

                          

-Victor Hugo    

“Il cane possiede la bellezza senza la vanità, la forza senza l’ insolenza, il coraggio  senza la ferocia…e tutte le virtù dell’uomo senza i suoi vizi.” 

-Lord Byron   

I Nostri cuccioli

I cani, senza intenzione o in modo deliberato, trasmettono a chi entra in comunicazione con loro, eccezionali e straordinarie sensazioni.

“Uomini e cani, pur restando splendidamente isolati nella loro apocalittica e continentale realtà specifica, hanno intrapreso un’avventura comunicativa che non può essere definita non verbale. Si tratta piuttosto di un metalinguaggio che queste due specie, talvolta, usano agevolmente per comunicare o, almeno per darsi a vicenda l’illusione di farlo.”                                                                                                                                                       

  -Ettore Tibaldi

Lavorare con i cuccioli dal primo attimo che si inizia la convivenza significa imparare reciprocamente a comunicare, assimilando uno il diverso linguaggio dell’altro, facilitando così un affiatamento di abitudini.

Quando entra un cucciolo in casa entra un altro membro nella famiglia-branco  misto (umani-cani) con necessità di alimentazione, di funzioni fisiologiche, di spazi a disposizione, di attenzione, di cure parentali, di interazioni esterne ed interne, di conoscenze, di esplorazione, di istruzione.

Facendo un paragone di comportamentale comparato con l’umano, è come un bambino che inizia un percorso di conoscenza e di educazione dall’asilo, poi le elementari, le medie, le superiori, con una crescita interiore e una maturità, ovviamente più veloce di quella dell’umano compagno, in quanto la loro crescita biologica è più rapida. Dal primo momento che si prende in braccio per la prima volta il cucciolo, incomincia il dialogo paraverbale, di grande fiducia con il padrone, di gran lunga molto più profondo del dialogo verbale.

Imparare a comunicare tra loro attraverso la scuola-addestramento di entrambi, forma un affiatamento che dura per tutta la vita, dando profonde emozioni, soddisfazioni che colpiscono indelebilmente i sensi.

Con l’addestramento di entrambi si forma una amalgama coinvolgente quasi una psiche unica nel suo genere, un affiatamento dove c’è il godere del dedicarsi uno all’altro. Andare a scuola con i propri cuccioli già dall’asilo, li avvia ad una corretta vita di buon cittadino, intervenendo in quelle tappe sensibili della loro vita, fatte di settimane, non di anni. Il più grande dono fatto loro, non è di comando tirannico o di ceca obbedienza, ma di ricerca del rispetto e comprensione, imparando il loro naturale linguaggio, cercando il più possibile di assecondare le loro naturali tendenze evolutive, senza antropomorfizzarli. 

Unità cinofile

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