Attività Cinofile Pet Theraphy

PET THERAPY

Il rapporto che lega l’uomo all’animale è uno dei luoghi più percorsi dalla cultura, un tema indagato e rappresentato fin dalle prime manifestazioni figurative del Paleolitico. Il rapporto uomo animale è, in altri termini, l’archetipo di ogni relazione culturale.

Zooantropologia ed. Red

PET-THERAPY

Psicoterapia con l’ausilio degli “amici”del mondo animale

Letteralmente, “terapia per mezzo dell’animale”, è un antico ausilio terapeutico che, ricorrendo alla presenza di un animale nella vita del paziente, ne semplifica le problematiche, particolarmente di tipo psicologico, o lo libera completamente da esse. Il sentimento d’affetto che si riversa su un amico del mondo animale, ampiamente ripagato, ha una funzione equilibratrice, quando non proprio terapeutica. Gli effetti sono molto rapidi e si dimostra spesso efficace in casi nei quali altri tipi di intervento non hanno avuto effetto. Benefica anche in disturbi fisici: insufficienze cardiache, disordini endocrini, disturbi gastrointestinali, enfisema, diabete, ecc. La presenza di un’animale di affezione incrementa la longevità e diminuisce il pericolo di malattie; è utilizzabile anche come terapia collaterale e di ampio respiro non solo nella tecnica, negli aspetti sociali, educativi, psicologici.

L’animale è sbloccatore ed attivatore potente di canale di dialogo, soprattutto per chi ha difficoltà o diversità di comunicazione.

In pedagogia i progetti didattici costituiti in riferimento alla relazione tra umano ed altre specie hanno dimostrato importanza formativa  al punto da essere considerati degli ausili insostituibili. Purtroppo vivendo in ambiti troppo antropomorfizzati e con troppa tecnologia, oggi i bambini hanno poche possibilità di sperimentare il rapporto con la natura e gli altri esseri viventi e questo si ripercuote non solo sulla conoscenza e il rispetto degli animali ma soprattutto sul suo profilo evolutivo. Questi progetti rappresentano una opportunità educativa per grandi obiettivi pedagogici.

 

Cane e pet-therapy: alcuni esempi

  • Attivatore di comunicazione : se si passeggia da soli, nessuno ti rivolge la parola o fa un gesto-richiesta di contatto. Se si passeggia col cane tutti ti rivolgono la parola o un sorriso.
  • Attivatore di canale particolare di dialogo: l’animale stimola su particolari frequenze la comunicazione attraverso la sensorialità tattile, visiva, uditiva, olfattiva, e non di meno la sensorialità empatica, e di alcune attività elettriche cerebrali. 

Motivatore e stimolatore di psicomotricità: per l’atteggiamento coinvolgente, costringe all’attività muscolare, anche solo se per uscire di casa portandolo a spasso, è ottimo ausilio motivazionale anche per la psicomotricità progettata per la rieducazione motoria fisioterapica, stimolatore di coordinazione motoria

E’ compagno di giochi

E’ complicità:

E’ incoraggiamento

E’ motivazione di vita: le persone che per fatali accadimenti della vita rimangono sole od isolate, avendo perso interesse nel quotidiano, con l’accudire un animale da compagnia si rimotivano a vivere una giornata piena di attività e cure dedite al loro amico, riattivando lo scambio empatico.

Attiva il buon umore

Attiva il superamento dello stato di disagio dovuto alla solitudine, di disagio familiare, di disagio sociale.

E’ apertura sociale: per la sua natura di animale fortemente di branco, stimola di per sé l’incontro tra individui.

E’ soccorso-sostegno psicologico ( es: permette il superamento di insicurezze fisiche come imparare a camminare)

E’ empatia pura: con i loro comportamenti di generosità e di manifesta gioia o dolore; sono esempi trascinanti: attivatore di empatia, di autostima, di reattività, di sicurezza

E’ attivatore nel fisico, della circolazione sanguigna, dei terminali nervosi, utilissimo nella co-terapia.

E’ rifugio, accettazione (non ti giudica)

E’ riabilitazione psico-comportamentale (esempio trascinatore con il suo entusiasmo-gioioso-giocoso e coinvolgente

E’ guida per persone non udenti (complicità e collaborazione quotidiana), guida di persone non vedenti

E’ utile nel soccorso

E’ rallentatore dell’invecchiamento, stabilizzando le attività metaboliche

E’ rivelatore di pazienti diabetici

E’ rivelatore di alcune patologie particolari

E’ campanello di allarme avvisando con anticipo l’attacco epilettico

E’ allarme naturale di alcuni eventi catastrofici

“I cani, senza intenzione o in modo deliberato, trasmettono a chi entra in comunicazione con loro, eccezionali e straordinarie sensazioni. ”  
-Ettore Tibaldi         
“Uomini e cani, pur restando splendidamente isolati nella loro apocalittica e continentale realtà specifica, hanno intrapreso un’avventura comunicativa che non può essere definita non verbale. Si tratta piuttosto di un metalinguaggio che queste due specie, talvolta, usano agevolmente per comunicare o, almeno per darsi a vicenda l’illusione di farlo.”       

-Ettore Tibaldi    


 
“Il cane resta accanto al padrone nella prosperità e nella povertà, nella salute e nella malattia. Pur di stare al suo fianco dorme sul terreno gelido quando soffiano i venti invernali e cade la neve. Bacia la mano che non ha cibo da offrirgli, lecca la ferite e le pieghe causate dallo scontro con la rudezza del mondo. Veglia sul sonno di un povero come se fosse un principe.”

-G. Vest

La pet teraphy e alcuni gli effetti benefici sulla emotività

La competenza emotiva è un’abilità complessa, che si sviluppa fin dai primi mesi di vita del bambino e lo accompagna per tutta la sua crescita e anche per tutta la sua vita. Si suddivide in tre componenti:

  • l’espressione emotiva, che dipende dalla consapevolezza del proprio stato emotivo e dalla capacità di utilizzare il lessico emotivo;
  • la comprensione emotiva, che permette di riconoscere e discriminare le emozioni dell’altro e di empatizzare con le esperienze emotive altrui;
  • la regolazione emotiva, resa possibile dal monitoraggio consapevole dei propri comportamenti emotivi e dell’impatto sociale da essi generato.

Lo sviluppo emotivo del bimbo non può prescindere dalle relazioni interpersonali che vive quotidianamente.

  • Favorire un incremento di comportamenti cooperativi: i bambini, durante lo svolgimento di tavole che richiedevano il lavoro a coppie, tendono a motivarsi a vicenda e a collaborare per consentire al cane di svolgere al meglio l’esercizio;
  • I bimbi, che nei primi incontri tendono a raccontare la propria esperienza con i propri cani, hanno imparato a fare domande, attendere la risposta del tecnico, e ascoltare composti le domande dei compagni;
  • I bimbi generalmente più irruenti e vivaci grazie alla pet therapy, hanno imparato a rispettare maggiormente le esigenze dei compagni e del cane e ad attendere il proprio turno;
  • Molti bimbi, specie i più timidi e introversi, da quando hanno partecipato all’attività, giocano spesso a mettersi nei panni del cane, coinvolgendo i propri compagni. Durante il gioco alternano momenti in cui esprimono i propri bisogni e ricevono cure a momenti in cui si prendono cura dei propri compagni;
  • La presenza del cane e l’espressione dei suoi bisogni hanno consentito ai bimbi di acquisire rapidamente informazioni, anche se presentate una volta sola, per esempio, i bimbi hanno memorizzato senza difficoltà la corretta modalità di avvicinamento al cane, hanno rispettato la regola del silenzio, hanno imparato come “applaudire” al cane;

Possiamo affermare che attraverso la pet therapy si siano migliorate le capacità attentive, di autocontrollo e di autoregolazione. Si  raggiungono cambiamenti,  soprattutto nella regolazione emotiva,  perché è scientificamente dimostrato che essa è generatrice di molteplici benefici, tra cui:

  • buon adattamento a scuola, a cui consegue una maggiore probabilità di successo scolastico;
  • interazioni sociali più efficaci, che consentono una maggiore accettazione da parte del gruppo dei pari;
  • elevata autoefficacia percepita, che contribuisce a generare un’immagine positiva di sè.

Pet therapy scientifica

In italiano, il vocabolo si può tradurre in zooterapia e nella sua complessità si può riassumere in una delicata terapia che instaura nuovo equilibrio  basantesi sul complesso di interazioni tra uomo e animale, fatto di silenzi , sguardi, espressioni facciali, gesti gentili che riattivano terminali nervosi sopiti per mille motivi (uso di linguaggio misto, verbale, paraverbale, posturale).

E’ una terapia che molte volte completa, rafforza o coadiuva le terapie mediche tradizionali, adattandola  a pazienti con differenti  patologie, per ottenere  miglioramenti comportamentali,  fisici, cognitivi, psicosociali e psicologici-emotivi.

Della pet therapy, applicata nel quotidiano, beneficiano inconsapevolmente tutti quelli che posseggono un animale di affezione. In termini medici invece, è una terapia non a sé stante, ma è affiancata ad una terapia tradizionale. Essa motiva e stimola nei pazienti ove il fisico o la volontà non rispondono  con collaborazione spontanea alle terapie farmacologiche, o alla riabilitazione fisica, o alla collaborazione con il personale medico, aprendo un canale di comunicazione e mediazione tra paziente-animale-medico o paziente-animale-terapia, stimolando partecipazione attiva del beneficiario.

 

Storia della pet therapy

Nel 1960 il Dr. Boris Levinson, psichiatra infantile, enunciò per la prima volta, le sue osservazioni e teorie sui benefici della compagnia degli animali ed egli stesso le applicò nella cura dei suoi pazienti. Constatò per esempio, che prendendosi cura di un animale, si calmava lo stato di ansia, trasmetteva calore affettivo, aiutava a superare stress e depressione.

Nel 1981 viene fondata negli Stati Uniti, la Delta Society,  che si occupa di studiare gli effetti terapeutici legati alla compagnia degli animali.

Oggi con giusto riconoscimento e compilazione della  “Carta Modena”, protocollo professionale regolamentante lo staff di professionisti operanti, trova ampia applicazione in molteplici e complessi settori di impiego.

 

La pet therapy oggi

 

– le attività assistite con animali

– le terapie assistite con animali

– l’Equipe Prescrittivo Progettuale

– l’Equipe Operativa

– le schede di valutazione

Le attività assistite con gli animali

Le Attività Assistite con Animali consistono in interventi di tipo educativo-ricreativo e di supporto psico-relazionale, finalizzati al miglioramento della qualità di vita di varie categorie di utenti e/o classi sociali (bambini, soggetti portatori di handicap, pazienti ospedalizzati, pazienti psichiatrici, anziani, detenuti, disagiati socialmente) e realizzati mediante animali in possesso di adeguate caratteristiche. Non essendo attività con valenza di tipo terapeutico, non è necessaria una specifica prescrizione medica. Tuttavia è comunque opportuna l’indicazione da parte di un professionista del settore sanitario o educativo che abbia in carico il soggetto destinatario dell’intervento, esse vengono progettate  ed effettuate da staff idoneo. 

Le terapie assistite con gli animali

Le Terapie Assistite con Animali sono interventi personalizzati sul paziente, definite  co-terapie in quanto sono di supporto alle terapie tradizionali.  La cura della patologia è coadiuvata con animali appositamente addestrati.  Gli interventi sono finalizzati al miglioramento della sfera fisica, motoria, psichica, cognitiva o emotiva . Sono progettati e realizzati sulla base di indicazioni sanitarie e psico-relazionali fornite dal medico e/o dallo psicologo: essi prevedono precisi obiettivi.

L’intervento riabilitativo viene finalizzato verso quattro obiettivi:

    1) il recupero di una competenza funzionale che per ragioni patologiche è andata perduta

    2) la stimolazione di una competenza che non è comparsa nel corso dello sviluppo

    3) la necessità di porre una barriera alla regressione funzionale, cercando di modificare la storia naturale delle malattie croniche e degenerative, riducendone i fattori di rischio e dominandone la progressione

    4) la possibilità di reperire formule-tecniche facilitanti alternative

(estratto da linnee guida nazionali del Ministero della Salute per le attività di riabilitazione G. U. 30 maggio 1998 n. 124)

Possono prescrivere queste attività:

    1) il medico di medicina generale del paziente

    3) il medico specialista di riferimento del paziente

    4) lo psicologo/ psicoterapeuta che ha in carico il paziente

Le terapie assistite con animali vengono progettate dalla  Equipe  Prescrittivo  Progettuale

Le équipe coinvolte

Secondo le linee guida, le attività di pet-therapy devono prima essere progettate da una Equipe Prescrittivo Progettuale e poi attivate da una Equipe Operativa. Questa innovazione permette di stabilire una procedura univoca chiamata protocollo operativo, da seguire, che tenga conto sia del benessere della persona che dell’animale coinvolto.

Per le tipologie di attività si prevedono le seguenti figure professionali:

    1) responsabile di progetto, professionista del campo sanitario  e clinico

    2) medico veterinario, valuta i requisiti comportamentali e sanitari dell’animale, l’aspetto igienico sanitario ed il benessere animale

    3) coordinatore d’intervento, può essere psicologo, educatore, infermiere o assistente sanitario, O S S, laureato in scienze motorie, insegnante, psicologo o psicoterapeuta, infermiere o assistente sanitario, educatore, terapista della riabilitazione, terapista occupazionale, psicomotricista.

    4) coadiutore dell’animale, addestratore, promuove la relazione uomo animale e monitora lo stato di salute ed il benessere dell’animale in collaborazione con il veterinario

    5) altre figure professionali individuate dalla necessità specifica.

La formazione

Le figure professionali coinvolte devono avere una preparazione specifica per quanto riguarda le caratteristiche generali degli animali coinvolti nella pet therapy, come la zoonosi e l’etologia degli animali a disposizione. L’intervento degli enti pubblici, quali università e gli enti sanitari regionali, costituiscono oggigiorno l’unico modo per permettere una formazione il più possibile uniforme.

Animali impiegati nella pet therapy

E’ necessario individuare l’animale corretto per il singolo paziente in base alle preferenze personali,  alle capacità psico-fisiche, all’analisi delle eventuali fobie specifiche, alle allergie, in base alla risposta emotiva nelle prime sedute. Ad esempio nel caso si dispongano di più cani, si dovrà definire l’abbinamento cane-paziente tenendo conto della taglia del cane, dell’indole. del tipo di pelo, ecc.

Nella pet therapy è possibile  utilizzare anche altri animali come:

  • gatti, solitamente nelle attività assistite con animali.
  • cavalli, ippoterapia
  • asini, onoterapia
  • delfini, delfinoterapia
  • altri animali domestici

Ringraziamenti

A tutti coloro che hanno pubblicato i loro studi attraverso una bibliografia complessa e di grande competenza che ha concesso a professionisti del settore l’occasione di evolversi sempre di più. Per motivi di sensibilità e rispetto di alcune unità cinofile, non si pubblicano le loro specifiche foto. Si ringraziano invece tutti coloro che coraggiosamente hanno pubblicato le loro che da noi sono state usate, non per accaparrarsi  lavoro  altrui, ma per portare a conoscenza dell’esistenza di “una grande famiglia allargata di chi opera nel sociale e nel soccorso” volendo prendere di esempio il loro sacrificio, la loro dedizione e il loro  tempo donati agli altri.