LE ATTIVITA’ CINOFILE

LE ATTIVITA’ CINOFILE

Le attività cinofile sono tutte quelle azioni  messe in atto dal conduttore e dal cane: per esempio nella vita casalinga, nel gioco, nello sport, nella passeggiata, nel soccorso, nell’amatorialità.

La scelta del padrone da parte di un buon cane è un fenomeno magnifico e misterioso. Con rapidità sorprendente, spesso in pochissimi giorni, si stabilisce un legame che è di gran lunga più saldo di tutti.  – Konrad Lorenz                                                                                                                   

Solo quando fai sport  con un cane smetti di essere un  “padrone”  e diventi veramente  un  “partner”  :  che è più di  “amico”  ed è anche più di  “membro della famiglia”.

…..quando fai attività con un cane – si tratti di sport  o di lavori di utilità sociale – crei un rapporto immensamente più stretto: diventi davvero un binomio inteso come unità indissolubile.

…….. un’intesa totale fatta di sguardi, di sfumature, di segnali comprensibili soltanto a voi due, che il resto del mondo può solo osservare dall’esterno ma non potrà mai capire appieno.

So benissimo che molte persone si illudono di avere lo stesso rapporto con un cane semplicemente  “di famiglia”: e non spero di riuscire a far capire loro, soltanto a parole, quanto grande sia la differenza. Perché bisogna provare.

…..quando sali su un podio con il tuo partner non sei  “uno che ha sfruttato il suo cane per vincere” : sei la metà di una macchina perfetta che però, senza l’altra metà, non sarebbe mai andata da nessuna parte.  E il bello è che lo sai,  e sapendolo provi una gratitudine infinita verso quell’altra metà.

…..Ma è inutile che continui a scrivere: tanto chi fa sport con il cane non ne avrebbe avuto alcun bisogno……e gli altri non lo capiranno, non ci crederanno, non sapranno.

                                                                       – VALERIA ROSSI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cinofilia ed educazione per cani

L’importanza dell’attività fisica
Il cane necessita di fare attività fisica, non è corretto identificare il suo benessere con l’inattività. Il corpo chiede di poter stare in ottima forma fisica e in armonia col funzionamento  della gran parte degli apparati. Il sistema circolatorio e il sistema linfatico, sono fondamentali per il benessere e per la prevenzione delle malattie.  Questi vengono tenuti in azione dal motore muscolare che deve essere tonico. Importante però è non eccedere: esagerata attività fisica è altrettanto dannosa quanto l’assenza della stessa.

La motilità enterica viene favorita dall’attività motoria, evitando la troppa vicinanza ai pasti e movimenti eccessivi dopo aver mangiato, scongiurando eventuale torsione dello stomaco. L’attività fisica, dà benessere e soddisfazione, derivanti dall’aver usato le energie in sovrabbondanza (stancarsi), e dà piacere anche perché è attivatore del sistema delle endorfine.  

Le tipologie di cani, che nei secoli sono state selezionate per fare attività fisica impegnativa, soffrono ancor di più l’inattività di altri, perché la loro selezione è stata quella protesa verso la dinamica. Il cane discendente dal lupo ed ha anche una grande necessità di vita sociale che l’isolamento gli impedisce di avere. Anche chi tiene il cane alla catena o costantemente dentro un box provoca in lui un malessere riconducibile all’isolamento e all’impossibilità di fare corretta attività motoria provocando danni fisici, emotivi, sociali.

L’attività all’aria aperta consente al cane di entrare in relazione con un insieme di stimoli indispensabili per regolare l’attività endocrina, e quindi metabolica, con le naturali caratteristiche stagionali e circadiane.

Esiste un benessere da esercizio funzionale degli apparati, dal momento che ogni esigenza del corpo quando viene assolta produce piacere (endorfine). Il mondo esterno inoltre produce piccole eccitazioni (scariche adrenaliniche) che mettono in funzione le ghiandole surrenali, poiché talvolta il piacere passa anche attraverso un po’ di adrenalina. Tenere il cane in uno stato di quiete e di riposo non è la vita che lui si aspetta e pertanto non gli dà piacere: il riposo dev’essere un momento di ristoro che va a premiare l’attività svolta. Vivere con un cane significa trovare dei momenti per stare all’aria aperta e divertirsi, giocando e facendo attività fisica: tali attività consentono al cane di entrare in relazione con un insieme di stimoli indispensabili per regolare l’attività endocrina.

La soddisfazione dei sensi
Tra le fonti di benessere più importanti della vita animale c’è l’estetica ovvero la soddisfazione sensoriale, quel piacere che si prova allorché ritroviamo nella realtà esterna determinate tipologie di stimoli. Anche in noi certi odori, sapori, suoni e immagini, non solo fanno emergere dei significati, ma altresì presentano legami specifici con le emozioni e soprattutto sono fonti di piacere in modo diretto, come può essere il sapore dello zucchero, l’odore dei fiori, il canto di una capinera, l’immagine di un tramonto. Gli organi sensoriali non hanno solo una funzione di monitoraggio (estesica) vale a dire di fornire informazioni sulla realtà, ma anche una funzione gratificatoria (estetica) nel darci piacere e quindi orientarci verso certe cose o certe situazioni e allontanarci da altre.

Spesso togliamo al cane una delle fonti più importanti di piacere, vale a dire la gratificazione sensoriale, quando non gli permettiamo di entrare in relazione con quegli elementi stimolativi che fanno parte delle sue aspettative del suo mondo naturale. Bisogna preoccuparci di andare a fare una passeggiata in un bosco, di trascorre più tempo all’aria aperta, di mettere il cane a contatto con ambienti rurali o selvatici e, al contrario, lo si costringe a stare in ambienti orribili o quanto meno poveri per lui come una grande città, un centro commerciale o un mercato. Anche la tendenza all’igienismo e le manie per la pulizia molto spesso non permettono al cane di interagire con il contesto organico e di entrare in diretto contatto con gli odori che lui desidera e si aspetta di trovare nel mondo.

Un cane ha bisogno di frugare con il naso un letto di foglie o rufolare nel terreno, di annusare aria marina quanto quella di boschi, valli e montagne, di stimolare gli occhi con un paesaggio boschivo, di sentire il contatto dell’erba rotolandosi e correndo in un prato, di ascoltare i suoni di un paesaggio rurale, di sentire sotto i polpastrelli il terreno umido o duro, caldo o freddo, di bagnarsi in rivoli di acqua o sotto la pioggia, di arricchirsi dei piccoli movimenti di altri animali sui prati.

Per il cane benessere e attività fisica, sono inscindibili, ovviamente tenendo conto delle caratteristiche di specie. Tutto il corpo del cane. Il sistema circolatorio e quello linfatico  (fondamentali per il benessere e per la prevenzione delle malattie)  sono tenuti in stimolazione con l’azione della muscolatura che deve essere tonica. La scarsità a livello motorio ha conseguenze: studi moderni hanno fatto collegamenti inequivocabili sulla psiche e motricità.

Oltretutto l’attività fisica, non fa solo stancare il cane ma gli dà piacere perché attiva il sistema delle endorfine che aiutano molto a calmarsi (in quanto portano alla soddisfazione). Le razze che nei secoli sono state selezionate per fare attività fisica impegnativa, accusano maggiormente l’immobilità.

Può diventare una forma di maltrattamento anche le eccessive coccole, carezze e bocconcini, quando non ci si rende conto del bisogno di quella razza di fare attività fisica: non possono trovare benessere se mantenuti costantemente in casa, oppure tenuto alla catena o costantemente dentro un piccolo recinto, provoca in lui un malessere riferibile all’impossibilità di fare la corretta ginnastica motoria, oltre che per altri motivi ovviamente visto che la coercizione e lo stare praticamente in prigione sono insopportabili per l’uomo come per il cane. Vivere con un cane significa organizzare dei momenti per stare all’aria aperta, divertirsi giocando, fare attività fisica. Poco viene compreso questo aspetto, soprattutto da chi pensa al cane come a un bambino da coccolare o un soprammobile da osservare: il cane si aspetta altro.

Benché l’educazione cinofila si sia con gli anni evoluta e abbiano prolificato molteplici programmi televisivi , che diano dimostrazioni di come gestire il nostro fedele amico, esiste ancora molta confusione, false credenze e pregiudizi sulla corretta condotta dell’animale.

A volte il cane in famiglia viene percepito come un peso a causa di diversi fattori legati alla difficoltà nella gestione dell’animale, spesso per la mancata educazione dello stesso.

L’educazione del cane è necessaria per una buona e piacevole convivenza con il gruppo familiare e per un armonico inserimento nella società. Rispettare le regole comportamentali per garantire l’equilibrio sociale, così anche i cani, come i loro progenitori lupi, riconoscono una scala sociale e un codice di comportamento all’interno del branco.

Il cane è dunque, come l’uomo, un animale sociale e sta a noi imparare a riconoscere il suo linguaggio e i segnali che utilizza per relazionarsi, al fine di impostare con lui un corretto rapporto, nel rispetto delle reciproche peculiarità. L’educazione non è finalizzata all’umanizzazione del cane, bensì ha lo scopo di portare l’animale a convivere con l’uomo e con gli altri animali, in modo da avere abitudini che non interagiscano negativamente con il mondo circostante: la tutela del benessere del cane è la condizione imprescindibile per impostare qualsiasi attività educativa e relazionale.

Questo è  un percorso che cani e proprietari compiono assieme per creare sinergia e rafforzare la complicità reciproca, sotto la guida di educatori professionisti in grado di fornire ad entrambi le chiavi di lettura e i principi metodologici più adatti caso per caso.

Il cane ha una mente e quindi ha la capacità di risolvere problemi: l’obiettivo dell’educazione è fornire gli strumenti necessari per ottimizzare questa sua abilità. Un cane competente è un’animale che non crea problemi in nessuna occasione: questo è possibile a patto che sia abituato ad ascoltare sempre il suo padrone e a capire la situazione in cui si trova.

Abusare della voglia di vivere degli animali significa usare quel che la natura ha donato loro, per scopi e in modi che negano la loro natura. 

– Mark Bekoff